IL PROGETTO

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NAPOLEONE 2021. FIRENZE LA CITTA' SOGNATA  si propone di coordinare e promuovere le iniziative organizzate da alcune istituzioni e associazioni culturali presenti sul territorio fiorentino che intendono celebrare il bicentenario della morte di Napoleone, inserendole in un progettoche riunisca tutti i contributi scientifici e culturali da presentare al vasto pubblico.

Il 2021, l'anniversario della morte di Napoleone Bonaparte e si offre ad una riflessione su alcuni aspetti del ruolo che l'Impero dei francesi ebbe sulle scelte politiche (amministrative e militari), economiche e culturali in Toscana.

La Toscana del Granducato, grazie al rapporto privilegiato garantito dai legami dinastici con gli Asburgo-Lorena, aveva conosciuto, con Pietro Leopoldo, una stagione di significativo rinnovamento che già il successore Ferdinando III, anche in relazione alle nuove situazioni interne e internazionali, cominciò a ridimensionare, fino a giungere drammatico periodo del 1799, caratterizzato da scelte reazionarie.

Lo stesso effimero Regno d'Etruria dei Borboni-Parma, che per altro comportò l'assorbimento dello Stato dei Presidi, determinò un vero e proprio arretramento dal punto di vista della società, oltre che un pesante aggravio economico. A parte l’eccezione dell' Elba, unificata e già divenuta parte dello Stato francese nel 180, fu con la definizione tra il 1805 e il 1806 dei confini nell'area dell'alta Garfagnana e della Lunigiana con Massa e Carrara si andò configurando la Toscana dell'età napoleonica.

Significativa per altro fu la scelta della persistenza del Principato di Piombino per la sorella di Napoleone, Elisa, nel marzo del 1805, cui si aggiunse nel giugno dello stesso anno la costituzione del Ducato di Lucca.

Il 24 maggio 1808 il Regno d'Etruria, occupato dal 12 maggio dalle truppe francesi, entrò a far parte dell'Impero ma il 2 marzo venne ripristinato il titolo di Granduca di Toscana ancora per Elisa, che come tale ebbe un ruolo molto importante nei nuovi Dipartimenti (Mediterraneo, Ombrone e Arno) oltre che ovviamente nel Principato e nel Ducato. Tale situazione si protrasse fino al febbraio 1814 quando le truppe di Murat occuparono la Toscana, rimanendovi  fino al ritorno di Ferdinando III nel settembre dello stesso anno. Anche il Principato di Piombino vide l’arrivo degli austriaci nel marzo dello stesso anno. La parentesi di Napoleone imperatore all'Elba, dal maggio 1814 alla fine dell'aprile 1815 non ebbe alcuna influenza sulla situazione della restaurazione se non come esempio di particolare attenzione nei confronti della società civile dell'isola.

Restano del periodo imperiale opere e istituzioni, alcune di queste destinate a scomparire con la Restaurazione, ma particolarmente interessanti, per capire come in pochi anni fosse recuperata una condizione di “modernità” che non fu del tutto obliterata dal rinnovato controllo lorenese, anche se per Lucca la vicenda sarà diversa con il Ducato ai Borbone-Parma.

Una riflessione sulla presenza francese e su questo periodo ha visto importanti contributi nel corso del 2008, in occasione delle celebrazioni per il bicentenario dell'ingresso della Toscana nell'Impero. Alcuni aspetti comunque hanno la possibilità di essere approfonditi e altri sono ancora pienamente da illustrare. La Toscana infatti ha un patrimonio di memorie poco note: da materiali di archivio preziosi, alle opere, alle realizzazioni architettoniche e decorative che la rendono privilegiata per una adeguata comprensione della vicenda napoleonica, anche in relazione alla stessa vita quotidiana.

Le iniziative organizzate dai soggetti partecipanti riguardano aspetti politico-istituzionali a Firenze nel periodo dell'Impero, aspetti economico-sociali, culturali  e urbanistici.

Le il progetto è collegato alle iniziative di celebrazione che vengono  coordinate in Italia dal Comitato per il Bicentenario Napoleonico (www.bicentenarionapoleonico.it), e in tutta Europa dalla Fédération Européenne des Cités Napoléoniennes (www.napoleoncities.eu ) e dal Souvenir Napoléonien (www.souvenirnapoleonien.org)