TOUR VIRTUALE

Home >> TOUR VIRTUALE

Firenze la città sognata – Progetti e piani urbanistici in età napoleonica

Manifestazione espositiva multimediale (autunno 2021)

Offrire un panorama unitario delle iniziative di riconfigurazione urbana   realizzate   e/o progettate durante la breve stagione  del governo francese costituisce l’obiettivo del percorso espositivo multimediale  finalizzato a proporre la restituzione  e mappatura   degli interventi, che vede la collaborazione  dell’Archivio  di Stato, dell’Archivio storico comunale e dell’Università di Firenze.

Al  periodo dell’amministrazione francese  risale  l’importante  tentativo di regolare  l’attività urbanistica  mediante  un’organica  disciplina fondata  sul principio  qualificante che  l’esecuzione dei singoli interventi   fosse subordinata  all’approvazione  di un piano generale  che avrebbe dovuto indicare  la totalità dei progetti particolari presenti, fissandone anche le priorità.

Rispetto alle città del Regno d’Italia, Firenze costituisce  un esemplare campione  per l’analisi dei principi informatori della politica urbanistica  napoleonica  in Italia; una politica urbanistica  che  si impone su quella delle Municipalità  italiane  per la  correttezza  amministrativa che tende a privilegiare l’interesse pubblico  rispetto a quello privato e per l’ottica   lungimirante  e tale da trovare  realizzazione  nel lungo periodo, ben oltre  l’età napoleonica.

Con la demanializzazione  dei beni ecclesiastici si operò una riconversione funzionale  del patrimonio  edilizio   ed un significativo  riassetto  dell’organismo urbano  mentre la ristrutturazione  di conventi e monasteri adibiti a scuole,  caserme,  case di  pena e mendicità e attività produttive, comportò una  ridefinizione di interi settori urbani ed una riqualificazione della facies architettonica del costruito.

Ma il progetto inteso  a cambiare il volto della città era quello predisposto  (1810) dall’ingegnere municipale  Giuseppe del Rosso per la realizzazione del Foro Napoleone, un’ampia piazza che doveva occupare i terreni ortivi della chiesa e convento di S. Marco sino alla Porta San Gallo, ingresso principale  della città  per chi  proveniva  dall’Italia settentrionale e dalla Francia. La creazione   del Foro destinato  a servire “ di ameno passeggio ai cittadini,  ad ogni  sorte di spettacoli e agli esercizi militari” avrebbe  valorizzato le aree circostanti   fornendo uno stimolo  agli investimenti  privati  nel settore edilizio, oltre a fornire lavoro  per la popolazione meno abbiente. La proposta non ebbe seguito ,  ma la  risistemazione  delle aree che  dal convento di S. Marco si estendevano fino alle mura, continuò a restare al centro  degli interessi del Consiglio Municipale che incaricava (1812) l’architetto Luigi de Cambray Digny  di un nuovo progetto di Campo di Marte e passeggio pubblico nei terreni occupati dai conventi   di S. Marco, S. Lucia, S. Agata,  S. Clemente e S. Domenico  del Maglio, ma il parere negativo  del Conseil des Batiments, motivato dall’eccessivo costo, fermava la realizzazione.


Nel clima di un riordino generale  della città l’interesse  si spostò  su interventi  di riassetto urbanistico  della parte centrale di Firenze  investendo con una serie di progetti,  i maggiori spazi cittadini. Nel 1811 l’ing. Del Rosso  progettava l’allargamento di via Calzaioli, realizzato  molto più tardi  dopo il ritorno  del Granduca. 

In stretta  continuità temporale  è la proposta  di allargamento  di piazza S. Giovanni, reso possibile  dalla decisione  di spostare l’episcopio  nel soppresso convento della Ss. Annunziata. Il progetto  prevedeva la realizzazione  di una piazza intitolata  alla granduchessa Elisa Baciocchi  al posto  dell’antico Palazzo Vescovile soggetto a demolizione. Anche   per la Piazza della Signoria si progettava  l’ampliamento   fino alla via Por S. Maria, con la demolizione  degli immobili compresi   tra le vie  Baccano   e Vacchereccia ed una ulteriore stensione a nord prevedeva la demolizione  di altri immobili. Per la Piazza del Duomo  infine  si prospettava l’opportunità  di  allineare la cortina  edilizia  meridionale  con l’edificio  d’angolo  con via Calzaioli.

Molteplici operazioni  di allargamento  e rettificazione  di strade e  piazze miravano infine  alla realizzazione   di un nuovo decoro urbano.

Un intervento destinato a trasformare  in modo decisivo   un intero settore urbano era  il progetto  elaborato dall’ing. Capo del Dipartimento  dell’Arno, Guglielmo Goury, che vedeva  l’attuazione di un  canale navigabile  aperto sulla riva destra dell’Arno, da far iniziare dalla Piazza Ognissanti  trasformata in porto  adatto ad ospitare  contemporaneamente  30  battelli grandi  e 40 più piccoli ed a servire ad imbarcadero  nei periodi di piena. Una sorta  di arco trionfale  o di Porta Marina caratterizzava il  porto-darsena  e si configurava  come  un vero e proprio  accesso  in città, alternativo  alle antiche Porte  medievali.

Mentre il rinnovamento   del centro cittadino  passava attraverso  la ridefinizione  dei  luoghi più rappresentativi (Piazza del Duomo, Piazza S. Giovanni, Piazza della Signoria) i  grandi interventi  del Foro Napoleone   e del Porto sull’Arno disegnavano la nuova dimensione della “belle ville” di  Firenze.